Come trovare bandi a fondo perduto e finanziamenti per la tua impresa

In breve

Per trovare bandi a fondo perduto e finanziamenti parti da incentivi.gov.it, il catalogo nazionale del Ministero delle imprese e del made in Italy, poi controlla il portale bandi della tua Regione e il sito della tua Camera di Commercio. Se devi ancora aprire l’attività, guarda le misure nazionali per nuove imprese gestite da Invitalia. Nessuna fonte da sola è completa: cerca per spesa e territorio, leggi sempre il bando ufficiale e attiva gli avvisi, perché molti bandi restano aperti poche settimane.

Da dove partire: il progetto, non il bando

Chi cerca «bandi a fondo perduto» in generale trova migliaia di risultati e nessuna risposta. Prima di aprire un motore di ricerca, scrivi tre righe:

  • cosa vuoi finanziare: macchinari, sito e-commerce, assunzioni, fiere all’estero, efficienza energetica, avvio di una nuova attività;
  • dove: comune della sede operativa o dell’investimento, perché decide quali bandi regionali, camerali e di GAL (i gruppi di azione locale che gestiscono fondi per lo sviluppo rurale) ti riguardano;
  • chi sei: forma giuridica, codice ATECO (il codice dell’attività che trovi in visura), dimensione, anni di attività, eventuale impresa femminile o giovanile. Se l’attività non c’è ancora, il punto di partenza è diverso: vedi la sezione qui sotto.

Con queste informazioni scarti in fretta la maggior parte dei bandi e ti concentri su quelli in cui puoi davvero entrare. Se non hai chiare le differenze tra fondo perduto, prestito agevolato e credito d’imposta, leggi prima la guida ai bandi a fondo perduto.

Bandi a fondo perduto per aprire una nuova attività

Sì, esistono. Alcune sono interamente a fondo perduto, altre combinano fondo perduto e prestito agevolato o danno solo il prestito, sempre con requisiti precisi su età, condizione lavorativa o composizione dei soci. A livello nazionale le gestisce soprattutto Invitalia. Tre tipologie verificate a ottobre 2026, da leggere come esempi e non come elenco completo:

  • autoimpiego per giovani senza lavoro: Resto al Sud 2.0 per chi avvia un’attività nelle regioni del Sud e la misura gemella Autoimpiego Centro-Nord per le altre regioni. Si rivolgono a under 35 inattivi, inoccupati o disoccupati e danno voucher e contributi a fondo perduto, a sportello finché ci sono fondi;
  • nuove imprese giovanili e femminili: ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero, per imprese con la maggioranza di giovani tra 18 e 35 anni o di donne, costituite da non più di cinque anni. Attenzione: per le domande presentate dal 1° luglio 2026 concede solo il finanziamento agevolato, perché i fondi per la parte a fondo perduto sono esauriti;
  • start-up innovative: Smart&Start Italia, per le start-up innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese. È un finanziamento a tasso zero; per chi ha sede nelle regioni del Sud previste dalla misura una parte non va restituita.

Molte Regioni hanno bandi propri per l’avvio d’impresa, spesso finanziati con il FSE+ (Fondo sociale europeo Plus): cerca «nuova impresa» o «avvio attività» sul portale della tua Regione. Il sistema degli incentivi nazionali è in riordino (D.Lgs. 138/2026): prima di contare su una misura, controlla sulla pagina ufficiale che sia ancora attiva e con quali regole.

Per molte di queste misure la domanda si presenta prima di aprire l’attività o appena dopo. Le tipologie, con un esempio di calcolo, sono nella pagina per chi avvia un’impresa. Il mio bando oggi richiede una partita IVA già aperta: se non l’hai ancora, scrivici e ti avvisiamo quando si potrà fare anche senza.

Le fonti pubbliche, una per una

incentivi.gov.it, il catalogo nazionale

È il portale del Ministero delle imprese e del made in Italy che raccoglie le schede degli incentivi per le imprese, anche di Regioni e altri enti. Ha una ricerca guidata (tipo di utente, regione, spesa, dimensione, obiettivo), un calendario con gli incentivi in arrivo e in scadenza e, per gli utenti registrati, preferiti, ricerche salvate e aggiornamenti via email. Pubblica anche i dati in formato aperto. Il Codice degli incentivi prevede che anche l’esaurimento delle risorse di un bando sia comunicato su questa piattaforma.

Limite: la scheda è un riassunto. Requisiti fini, criteri di valutazione e documenti da allegare stanno nel bando e negli allegati dell’ente, che fanno fede. Le schede regionali e camerali dipendono da quanto e quando ogni ente le aggiorna.

I portali bandi delle Regioni

Ogni Regione pubblica i propri bandi, spesso finanziati con i fondi europei della politica di coesione: il FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), per competitività, innovazione ed energia, e il FSE+ (Fondo sociale europeo Plus), per lavoro, formazione e avvio d’impresa. Li trovi su un portale dedicato o sul sito di un organismo intermedio, cioè l’ente a cui la Regione affida la gestione. Nelle aree rurali ci sono anche i bandi dello sviluppo rurale e dei GAL.

Limite: ogni portale è diverso, alcuni mescolano bandi per imprese, gare e concorsi, e la modulistica a volte è visibile solo dopo l’accesso. Gli atti ufficiali escono sul Bollettino ufficiale regionale, a volte dentro fascicoli di centinaia di pagine.

Le Camere di Commercio

Le Camere pubblicano bandi e voucher per le imprese iscritte nel loro territorio: digitalizzazione, internazionalizzazione, formazione, transizione green. Sono spesso bandi a sportello, con importi contenuti e domande semplici, ideali per una prima esperienza.

Limite: valgono solo per la provincia della Camera, aprono con poco preavviso e i fondi finiscono in fretta. Molte chiedono di essere in regola con il diritto annuale.

Il portale europeo Funding & Tenders

È il portale della Commissione europea per i programmi gestiti direttamente dall’Unione, come Horizon Europe e LIFE, con domanda online dopo la registrazione dell’organizzazione (codice PIC). Limite: bandi in inglese, spesso con partner di più Paesi e molto competitivi. Per una piccola impresa che parte, i fondi europei passano quasi sempre dai portali regionali.

Le altre fonti da tenere d’occhio

  • Invitalia e i ministeri: pagine delle singole misure nazionali, con FAQ e modulistica;
  • Gazzetta Ufficiale: decreti attuativi, aperture e chiusure degli sportelli nazionali;
  • comuni, fondazioni, associazioni di categoria: bandi locali che spesso non compaiono nei cataloghi nazionali;
  • casse di previdenza e ordini professionali, per i liberi professionisti: alcune casse pubblicano bandi e contributi riservati agli iscritti, e gli ordini segnalano i bandi aperti ai professionisti. Ne parliamo nella pagina per professionisti e studi;
  • banche e confidi: per gli strumenti che passano da un intermediario, come la Nuova Sabatini o il Fondo di Garanzia per le PMI.
FonteCosa ci troviLimite principale
incentivi.gov.itCatalogo nazionale con filtri e calendarioSchede riassuntive, i dettagli sono nel bando
Portali regionaliBandi FESR, FSE+, sviluppo rurale, leggi regionaliUn portale diverso per ogni Regione
Camere di CommercioVoucher e contributi per il territorio provincialeFinestre brevi, fondi limitati
InvitaliaMisure nazionali, anche per nuove impreseRegole che cambiano anche a misura aperta
Funding & TendersProgrammi UE a gestione direttaIn inglese, spesso con partner esteri
Enti locali, fondazioni, casse e ordiniBandi locali, di soggetti privati, per gli iscrittiDispersi, nessun catalogo unico

Come trovare finanziamenti con ricerche efficaci

Qualche abitudine che fa risparmiare ore:

  • cerca per spesa, non per nome: «contributo macchinari Piemonte» trova più bandi di «bando 2026»;
  • usa i sinonimi: i bandi si chiamano anche avviso, voucher, contributo, agevolazione, misura, sportello;
  • restringi ai siti ufficiali: su Google l’operatore site: (per esempio site:regione.veneto.it contributi imprese) taglia blog e aggregatori;
  • cerca il PDF: filetype:pdf insieme al nome della misura ti porta al testo del bando;
  • non fidarti del titolo: un «Bando 2025» può aprire nel 2026, e un bando può essere chiuso per esaurimento fondi anche prima della scadenza;
  • verifica sempre lo stato sulla pagina dell’ente: proroghe, sospensioni e rettifiche si pubblicano lì.

Le pagine di aggregatori e blog possono essere ferme a una versione vecchia del bando. Prima di prendere decisioni, apri il documento ufficiale e controlla la data dell’ultimo aggiornamento.

Tutte le fonti in una ricerca, filtrata sulla tua azienda

Il mio bando raccoglie bandi nazionali, regionali, camerali ed europei e calcola lo stato di ogni bando dalle date e dagli avvisi. Con «Adatti alla mia azienda» restano solo quelli compatibili con sede, ATECO e dimensione. La ricerca è gratuita; per registrarti serve una partita IVA già aperta.

Come funziona la ricerca dei bandi

Cerca i bandi per la tua azienda

Come scartare in fretta i bandi che non fanno per te

Quando trovi un bando interessante, leggi in quest’ordine e fermati al primo «no»:

  1. stato e scadenza: è aperto, in arrivo o chiuso? A che ora chiude?
  2. territorio: la tua sede è nell’area ammessa?
  3. beneficiari: forma giuridica, dimensione e ATECO sono ammessi?
  4. spese: quello che vuoi comprare è tra le spese ammissibili?
  5. tempi: puoi presentare la domanda prima di avviare l’investimento, se il bando lo richiede?
  6. regime: se è in de minimis (il tetto agli aiuti di piccola entità), hai residuo sufficiente? (guida al de minimis)

Solo se passi tutti questi controlli vale la pena leggere i criteri di valutazione e iniziare a preparare la domanda, come spieghiamo nella guida su come partecipare a un bando.

Avvisi: come non perdere i bandi nuovi

Molti bandi a sportello restano aperti poche settimane, a volte pochi giorni. Per arrivare in tempo:

  • registrati su incentivi.gov.it e attiva gli aggiornamenti sugli incentivi che ti interessano;
  • iscriviti alla newsletter della tua Camera di Commercio e del portale bandi della Regione;
  • usa i feed RSS dove esistono, e gli avvisi di Google sul nome delle misure che segui;
  • segna in calendario la data e l’ora di apertura, e qualche giorno prima una scadenza interna per avere tutto pronto.

Il rovescio della medaglia: troppi avvisi diventano rumore. Meglio poche ricerche mirate, sul tuo territorio e sulle spese che hai davvero in programma.

Errori comuni nella ricerca

  • Cercare solo bandi nazionali e ignorare Regione e Camera di Commercio, dove sono molti bandi per le piccole imprese.
  • Decidere sulla base di un articolo di giornale senza aprire il bando.
  • Scoprire il bando giusto quando ha già esaurito i fondi.
  • Ignorare i bandi «in arrivo», che danno il tempo di prepararsi.

Domande frequenti

Qual è il sito ufficiale dei bandi per le imprese?

Il catalogo nazionale è incentivi.gov.it, del Ministero delle imprese e del made in Italy. Per i bandi regionali e camerali fa fede il sito dell’ente che li pubblica, e per i programmi europei a gestione diretta il portale Funding & Tenders della Commissione.

Come trovo i bandi della mia Regione?

Cerca il portale bandi o la sezione «bandi e finanziamenti» del sito della Regione, e quelli degli organismi che gestiscono i fondi per suo conto. Su incentivi.gov.it puoi anche filtrare gli incentivi per regione.

Dove trovo i bandi della Camera di Commercio?

Sul sito della Camera di Commercio della tua provincia, di solito nella sezione dedicata a contributi e bandi per le imprese. Valgono per le imprese con sede o unità locale nel territorio della Camera.

Come trovo i bandi europei per le PMI?

Molti fondi europei per le PMI li gestiscono le Regioni, e li trovi sui portali regionali. Per i programmi gestiti direttamente dalla Commissione, come Horizon Europe o LIFE, c’è il portale Funding & Tenders.

Dove trovo i bandi per liberi professionisti?

Negli stessi posti delle imprese, leggendo l’articolo sui beneficiari: molti bandi regionali ammettono anche chi ha la partita IVA senza iscrizione al Registro delle imprese. In più conviene controllare il sito della propria cassa di previdenza e dell’ordine professionale.

Fonti

Le informazioni sono generali: per il tuo caso fa fede il testo del bando.

Guarda la ricerca dei bandi su un caso concreto

La demo usa Rossi Meccanica, un’azienda di esempio con il profilo già compilato: vedi quali bandi risultano adatti e perché, senza registrarti. Per usarlo sulla tua attività serve una partita IVA già aperta.

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